Tra le varie piante che proliferano, resistono e dimorano nel Mediterraneo, e anche tra le scarpate rocciose, le scogliere e i pendii della nostra Calabria, una in particolare spicca per profumo, storia e colore: l’Elicriso.
Il nome di questa pianta deriva dalle parole greche HELIOS (sole) e CHRYSOS (oro) che ne descrivono appieno le caratteristiche dei fiori, dal colore giallo intenso e dorato. Il legame con il sole dell’Elicriso lo si evince anche dalla capacità di questa pianta mediterranea di resistere e crescere in condizioni di aridità, siccità e sotto il sole: predilige infatti i terreni soleggiati e il caldo dell’estate. Non teme il freddo invernale, ma soprattutto ama la vicinanza del mare e la salsedine.
Le proprietà di questa pianta sono tante quanto le storie di cui è protagonista. L’Elicriso, infatti, è ricco di componenti come nerolo e acetato di neryl, tannino, cere ed elicrisina, che apportano numerosi benefici all’organismo. I fiori di elicriso sono utilizzati per le proprietà cosmetiche che li rendono un potente alleato della pelle. Grazie a proprietà antibatteriche, lenitive e rinfrescanti, l’elicriso è un prezioso rimedio naturale che può contribuire a contrastare herpes, eritemi solari, arrossamenti, pruriti e lievi ustioni o più semplicemente per rendere più tonica la pelle.
Erba del respiro – come viene chiamata in alcune regioni d’Italia per le sue proprietà balsamiche – può essere utilizzata come rimedio naturale contro la tosse bronchiale ed è consigliata per le persone con diabete per la sua azione diuretica e depurativa. Non solo, l’elicriso è impiegato nella produzione di unguenti contro scottature solari, ustioni e psoriasi e, in oculistica, come emolliente in caso di congiuntiviti acute e croniche.
Il suo profumo, penetrante e intenso, soprattutto nel periodo di fioritura tra giugno e settembre è molto simile alla liquirizia e alla camomilla insieme ed accomuna le terre che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Sfiorarne i fiori e i ramoscelli grigio-verde e quasi argentei lascia un intenso profumo sulla pelle e nell’aria. Il colore e il profumo è per molti il ricordo delle calde giornate estive delle coste.
Oltre al nome, l’Elicriso di lega alla leggenda attribuita alla prima ninfa che lo raccolse: Elicrisa. Elicrisa, ninfa dai capelli dorati, amava un Dio senza essere ricambiata e per questo, alla sua morte, fu trasformata dagli Dei in una pianta di elicriso i cui fiori, oggi, sono portafortuna per gli innamorati.
La capacità dei suoi fiorellini di conservarsi a lungo nel tempo, dopo essere essiccati, la legano al concetto di “immortalità” proprio come l’amore di Elicrisa per questo Dio. Per i francesi è infatti l’Immortelle, perché il giallo dei suoi fiori rimane pressoché inalterato anche dopo la raccolta e l’essiccazione.
Si dice anche che un mazzo di elicriso, lasciato seccare tutto l’anno e poi bruciato nella notte di San Giovanni, permetta di conquistare la persona amata.
Altre storie dell’Elicriso narrano come fosse proprio la forza del suo profumo a segnalare a Napoleone, quando era ancora in mare aperto, che stava per raggiungere il suolo della natia Corsica.
Tante storie, tante benefici e tante curiosità ci legano a questa pianta mediterranea, bella a vedersi e dal profumo intenso che si può osservare anche nel Giardino Degli Dei. L’Elicriso, al pari o anche più di altre piante ed arbusti mediterranei, ci insegna come spesso anche dalle difficoltà possono nascere fiori, profumi e storie molto affascinanti.
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